Le startup del cibo sono il futuro del pianeta

startup-foodFarm2050 è il programma di sviluppo dell’agricoltura del futuro e che ha tra i suoi promotori anche Google e Du Pont. Lo scopo è scovare e viagra nombre cientifico finanziare idee innovative (lato start-up) nel settore agrifood lavorando a stretto contatto con ricercatori e industrie agroalimentari per migliorare le produzioni e formare una nuova generazione di coltivatori-ingegneri, esperti di agronomia e di applicazioni e attenti alla sostenibilità.  

Di esperimenti innovativi nel settore food ce ne sono diversi. Da FarmBot, un sistema che permette di coltivare più specie sullo stesso terreno riducendo l’utilizzo di fertilizzanti e agrofarmaci e garantendo la diversità delle colture, alle tecniche idroponiche (sull’acqua, per evitare consumo di suolo) passando per le semplici e geniali tecniche di irrigazione in condizioni desertiche sviluppate del connazionale Venanzio Vallerani.

Secondo la bibbia dei cibo-hitech dipendenti, FoodTechConnect, questi sono al momento i principali acceleratori e fondi di investimento con un focus specifico sull’innovazione nel comparto agrifood:

Acceleratori

FoodHatch

Fresh – Startups

Next Farm

AccelFoods

Fondi di investimento 

CultivanSandBox

Anterra Capital (investe in progetti che rendono sostenibile la filiera)

The Angel Food Network (tarato a dire il vero più sui servizi classici Food&Beverage ma comunque da tener presente)

Green Soil Investment (adatto per chi mastica di mezzi tecnici in agricoltura)

FairFood Network (la versione alternativa di Slow Food)

Boulder Brands (il focus qui è sui prodotti alimentari e sulla creazione di brand)

Patagonia (il noto fondo di investimento nel 2013 ha lanciato un fondo dedicato al food&beverage)

Acqua Spark (promuove startup e progetti nel settore dell’acquacoltura).

In Italia:

Seeds&Chips è una realtà fresca fresca di costituzione, che il prossimo marzo metterà a confronto aspiranti startupper con investitori e industrie del comparto agrifood.

Alimenta2Talent (ne abbiamo parlato spesso, nel sito tutte le info)

Future Food Institute (incubatore dalla vocazione globale ma con anima bolognese)

Milan Center for Food Law and Policy (non solo soldi: innovare nell’agrifood significa anche conoscere la disciplina e la normativa su cibo e coltivazioni e questo neonato centro studi è una miniera d’oro sul tema)

Rural Hub

IAgri (è l’incubatore avviato dalla Regione Lazio, con sede a Bracciano)

Tecnogranda (in Piemonte)

Il fai date. Per chi invece ama le piattaforme di crowdfunding ecco un altro elenco orientativo:

FoodStart (è la nota piattaforma americana, permette di finanziare ristoranti, chioschi, imprese nel settore food in genere)

Foodie Crowd Funding (idem, con un focus specifico sul prodotto)

Crowdbrewed (per chi sogna di aprire un birrificio)

CircleUp (non è specifico per il cibo ma il settore sta conquistando un’ampia fetta di progetti finanziati dal basso)

AgFunder (ovvero come finanziare  mezzi innovativi per l’agricoltura)

(Fonte lastampa.it)



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